A persone fragili e non autosufficienti, di qualsiasi età e reddito, che necessitano di cure sanitarie o sociosanitarie erogabili esclusivamente al domicilio.
Cure Domiciliari - Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)
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A chi è rivolta
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Attività e prestazioni erogate
Assistenza infermieristica, riabilitativa e specialistica a domicilio, definite nel Piano di Assistenza Individuale sulla base dei bisogni della persona. Il numero degli accessi settimanali viene definito dal Medico di Medicina Generale in relazione alla condizione di salute: in caso di peggioramento può proporre un aumento degli accessi (da concordare con il medico dell'ASST di riferimento), in caso di miglioramento può ridurli autonomamente.
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Modalità di attivazione
L'attivazione avviene tramite il Medico di Medicina Generale, che avvia la richiesta all'ASST in presenza di un bisogno sanitario infermieristico, riabilitativo o assistenziale. Il beneficiario/caregiver viene contattato dall'ASST che sottopone la lista degli enti accreditati sul territorio di residenza; individuato l'ente erogatore, viene contattato dal coordinatore del servizio per un primo intervento valutativo al domicilio. Gli operatori dell'ASST verificano la sussistenza dei requisiti e inoltrano la richiesta all'Ente Erogatore scelto, che predispone la visita di valutazione (generalmente un infermiere) e concorda con il MMG/PdF e la famiglia il Piano Assistenziale Individuale.
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Compatibilità con altre misure/servizi
Il servizio è compatibile con altri interventi sociosanitari, ma termina al raggiungimento degli obiettivi del PAI o in caso di ricovero o trasferimento in struttura residenziale.
Sono interventi sanitari e sociosanitari erogati direttamente a casa della persona quando le sue condizioni di salute rendono difficile recarsi presso ambulatori o strutture sanitarie.
Possono beneficiarne persone fragili o non autosufficienti di qualsiasi età e reddito, quando è presente un bisogno sanitario che può essere gestito a domicilio.
Sì. Le prestazioni previste dal Piano Assistenziale Individuale (PAI) sono erogate gratuitamente alla persona assistita.
L'attivazione viene richiesta dal Medico di Medicina Generale (MMG) quando rileva un bisogno sanitario di tipo infermieristico, riabilitativo, specialistico o assistenziale che può essere trattato a domicilio.
No. Il familiare o il caregiver può segnalare il bisogno e parlarne con il medico curante, ma l'attivazione deve essere avviata dal Medico di Medicina Generale.
In base alle necessità della persona, possono essere previsti interventi infermieristici, medicazioni, somministrazione di terapie, controlli clinici, fisioterapia e riabilitazione, interventi specialistici e, quando previsti dal piano assistenziale, interventi di supporto da parte di ASA o OSS.
Quando previsto dalla valutazione e dal Piano Assistenziale Individuale, possono essere programmati interventi di ASA o OSS a supporto dell'igiene personale e dell'assistenza quotidiana.
Gli interventi vengono definiti sulla base dei bisogni della persona e inseriti nel Piano Assistenziale Individuale (PAI), concordato tra i professionisti coinvolti, il medico curante, la persona assistita e, quando necessario, i familiari o il caregiver.
Il Piano Assistenziale Individuale è il programma che definisce gli obiettivi dell'assistenza, le prestazioni necessarie, i professionisti coinvolti e la frequenza degli interventi domiciliari.
Non esiste un numero uguale per tutti. La frequenza degli accessi viene stabilita in relazione alle condizioni di salute e ai bisogni assistenziali della persona.
Sì. Il Medico di Medicina Generale può proporre una modifica del piano e un aumento degli interventi in relazione alle nuove necessità, secondo le modalità previste dall'ASST di riferimento.
Il piano assistenziale può essere rivalutato e il numero degli accessi può essere ridotto in relazione al miglioramento delle condizioni della persona.
Sì. La persona assistita o il familiare/caregiver può scegliere tra gli Enti Erogatori accreditati e disponibili nel proprio territorio.
L'ASST verifica la presenza dei requisiti per l'ADI e trasmette la richiesta all'Ente Erogatore scelto. Successivamente l'Ente contatta la persona o il caregiver per organizzare la prima valutazione al domicilio.
L'Ente Erogatore organizza una prima valutazione domiciliare, generalmente effettuata da un infermiere, per conoscere la situazione della persona e definire gli interventi necessari.
Sì. Quando necessario, familiari e caregiver possono ricevere indicazioni, sostegno e formazione per assistere la persona in modo appropriato e sicuro.
Sì. L'ADI può essere compatibile con altri interventi sociosanitari, in relazione alla situazione della persona e alle caratteristiche delle altre misure attivate.
L'assistenza può terminare quando vengono raggiunti gli obiettivi previsti dal PAI oppure quando vengono meno le condizioni che ne giustificano l'attivazione.
In caso di ricovero l'assistenza domiciliare viene interrotta. Al rientro a domicilio, se permane il bisogno assistenziale, la situazione potrà essere rivalutata per definire la prosecuzione o una nuova attivazione del percorso.
L'ADI termina in caso di trasferimento della persona in una struttura residenziale, poiché l'assistenza viene garantita dalla struttura stessa.
Permettono alla persona di ricevere cure appropriate nel proprio ambiente di vita, mantenendo per quanto possibile le proprie abitudini e relazioni familiari e favorendo la continuità dell'assistenza.
No. L'ADI garantisce gli interventi professionali previsti dal PAI, ma non costituisce un'assistenza continuativa durante tutta la giornata. La famiglia e il caregiver rimangono parte importante del percorso assistenziale.